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12.05.08 10:21

LAPT Rio: La fine dell’inizio

Un paio di settimane fa, due giovani olandesi hanno deciso di partire da Amsterdam per una vacanza in Sud America. Al loro ritorno in Europa pochi giorni dopo, uno dei è più ricco di $228.000, ed è ora noto come il primo campione di sempre del PokerStars.net Latin American Poker Tour.

"Ci trovavamo nelle vicinanze, e perciò abbiamo deciso di partecipare", ci racconta Julien Nuijten, appena diciannovenne, quando ci spiega il perché della sua decisione di spostarsi dall’Argentina a Rio de Janeiro, Brasile, per prendere parte al più grande torneo di poker mai tenutosi nel continente sudamericano.

Mentre la sua definizione di "vicinanze" andrebbe rivista e corretta, l’abilità di Nuijten nel poker è già ai massimi livelli. Il giovane olandese ha superato altri 313 giocatori, ciascuno dei quali aveva sborsato $2.500, per portare a casa questo fantastico torneo. È indubbio che la piccola deviazione abbia pagato bene.

Pochi potranno affermare che Nuijten non abbia pienamente meritato questa vittoria. La blogger brasiliana di PokerStars, Maria, è stata la prima a notarlo venerdì lungo il corridoio dell’Intercontinental Hotel. Dopo l’incontro ci disse che pensava di aver appena incrociato il potenziale campione. “Sembrava concentrato, sicuro di sé, calmo e determinato e aveva già il portamento di un vincitore”. Queste le parole di Maria.

Per due giorni abbiamo assistito all’inarrestabile crescita del suo stack, inizialmente pari a 10.000 chips. Dopo aver cominciato il day 1 alla grande, riuscendo a togliere tutte le chips al giocatore del Team PokerStars Pro Humberto Brenes, ha continuato a incrementare lo stack di ora in ora. La scorsa notte, quando erano rimasti solamente in dieci, Nuijten era fra loro, e sembrava ancora concentrato, sicuro di sé, calmo e determinato.

Dopo che la sua coppia d’assi ha spazzato via i due re di Alex Marques, siamo arrivati al tavolo finale, con un chip leader con un vantaggio enorme sugli altri. Alle 21 di questa sera, avevamo un vincitore.

Il tavolo finale di oggi a Rio vedeva questi nove giocatori ancora in corsa:

Julien Nuijten (Olanda) – 970.000
Vitaly Kovyazin (USA) – Qualificato PokerStars – 380.000
Alex Brenes (Costarica) – 324.000
Nikolai Senniger (Germania) -- Qualificato PokerStars – 318.000
Juan Carlos Burguillos (Venezuela) – 297.000
Rafael Pardo (Colombia) -- Qualificato PokerStars --- 278.000
Eduardo Henriques (Brasile) – 275.000
Oliver Kugler (Germania) -- Qualificato PokerStars – 176.000
Severin Walser (Svizzera) -- Qualificato PokerStars – 175.000

Dopo le interviste, il racconto delle loro vite e la foto di rito con sullo sfondo una veduta aerea di Rio, i nove hanno potuto finalmente giocare un po’ di poker.

Poca azione nel corso delle prime mani, ma sono sufficienti meno di 20 minuti per veder cadere il primo contendente. Severin Walser era stato fra le persone più silenziose in quella che è stata un’area affollata da molti e rumorosi tifosi nel corso dei tre giorni del torneo. Ma probabilmente si trattava anche di colui il quale comprendeva meglio di tutti quanto gli accadeva intorno, dal momento che parla correntemente almeno cinque lingue oltre al natio svizzero/tedesco.

Ed era anche colui il quale poteva vantare, fra i presenti, il risultato più prestigioso, avendo preso parte a un tavolo finale durante le World Series 2007, quando aveva concluso al quarto posto in un evento di seven-card stud in un tavolo che aveva visto la presenza di Daniel Negreanu, Jeffrey Lissandro e Howard Lederer.

Ma Severin sa anche che nel poker sono le carte a parlare, e che il suo asso-jack suited nulla può contro la coppia di assi di Rafael Pardo dopo che i due vanno all in pre-flop. Arrivederci, goodbye, Auf Wiedersehen, adios, au revoir Severin.

Il giocatore successivo ad abbandonare la contesa fa parte del grosso contingente di giocatori latino americani presenti qui a Rio. Juan Carlos Burguillos, venezuelano, era riuscito a raggiungere il tavolo finale dopo un day 2 davvero duro per lui, e si era presentato quest’oggi con uno stack pari circa all’average. Ma le cose hanno iniziato ben presto a prendere la direzione sbagliata per Burguillos che, dopo una bad beat subita da parte di Nikolai Senninger (solamente due out per il tedesco), vede il suo stack ridursi sensibilmente.

E così ben presto è quasi costretto a un all-in con donna-otto suited. Oliver Kugler chiama con un asso che è sufficiente a fargli vincere il piatto. Burguillos è fuori, e il volume nella sala del torneo si riduce notevolmente dopo l’eliminazione del latino americano.

A seguire a ruota Burguillos è un altro latino americano, anche se probabilmente per Rafael Pardo l’investimento iniziale di soli 7 dollari che gli ha consentito di partecipare al torneo è stato uno dei più redditizi della sua vita. Il colombiano aveva infatti ottenuto la qualificazione grazie agli “steps” di PokerStars, riuscendo nell’impresa di qualificarsi dopo aver iniziato la sua scalata dal primo livello, con soli $7,50. Dopo essere riuscito a progredire costantemente fino a guadagnarsi prima la finale online e poi la qualificazione al torneo, ha continuato l’ascesa anche dal vivo, concludendo con un ottimo settimo posto.

Dopo aver visto delle carte pessime per tutta la prima ora di torneo, ha avuto la possibilità di un triple-up quando il suo all-in è stato visto sia da Nuijten che da Vitaly Kovyazin. Ma dopo la puntata di Nuijten su un flop con re carta alta, Pardo ha probabilmente capito che, nonostante il suo nove-otto gli avesse regalato una middle pair, le sue speranze erano ridotte al lumicino. E infatti Nuijten gira il re e per il colombiano non c’è nulla da fare.

I sei giocatori rimasti a questo punto hanno tutti uno stack piuttosto decente, ma alcuni sono più a rischio di altri. Oliver Kugler, uno dei due giocatori tedeschi giunti al tavolo finale, rientra proprio in tale categoria, ma abbandona il torneo senza troppi rimpianti, conscio di non aver sbagliato quasi nulla. Kugler, trasferitosi a Rio quattro anni fa, si trova in mano una coppia di donne e riesce gradualmente a costruire un grosso piatto contro Vitaly Kovyazin.

Ma dopo un flop e un turn tutti a fiori, carte che non aiutano le donne rosse di Kugler, è costretto a un all-in prontamente visto da Kovyazin che, grazie all’asso di fiori, centra il colore nut. Kugler è fuori.

Come già detto, i giocatori latino americani hanno ricevuto un grande supporto qui a Rio, grazie a una folla curiosa che si è spostata dalle spiagge o dalle tribune degli stadi di calcio all’Intercontinental Hotel per poter urlare e cantare durante i tre giorni del torneo. Il giocatore che più di tutti ha contribuito a far salire l’intensità del tifo è stato certamente l’esuberante Eduardo Hernandes. Il brasiliano, sin da ieri con indosso la maglia giallo canarino della squadra di calcio brasiliana, era diventato l’oggetto del maggior numero di foto nel corso del torneo.

Nessuno voleva la sua eliminazione, ma purtroppo l’allegro brasiliano è costretto al quarto posto quando il suo 7-8 soccombe contro l’A-5 di Nuijten. Quando al flop si presenta un otto, la folla naturalmente esplode, prima di venire tacitata da un beffardo asso al river. I nostri fotografi erano presenti al tavolo per cogliere la delusione di Hernandes dopo l’eliminazione, ma chi vuole vedere un’immagine triste se abbiamo la possibilità di riproporre la foto, già pubblicata ieri, di un Eduardo felice?

Non mi sento in colpa per la ripetizione, perché se c’è una foto in grado di riassumere l’intero torneo brasiliano, è questa qui:

L’uscita di scena di Eduardo ci lascia con quattro giocatori, due dei quali, Julien Nuijten e Vitaly Kovyazin, con gli stack più grossi. Dall’altra parte del tavolo, quella più silenziosa, vi è un tale Brenes, un nome che al tavolo da poker solitamente non ha nulla a che fare con il silenzio. Ma ad arrivare fra i primi quattro non è Humberto, seduto comunque sugli spalti: è suo fratello più giovane, Alex.

E anche se il giovane Brenes non riesce a proseguire la sua corsa, può assaporare, almeno per mezzora, il piacere di trovarsi sotto i riflettori. Un enorme piatto contro l’altro short stack al tavolo, Nikolai Senniger, (A-Q contro 10-10) lascia Brenes con 7.000 in chips, meno di un big blind. E così la mano successiva è un all-in obbligato, mano nella quale Brenes, grazie a un 7 al river riesce in un double-up.

Poi Brenes trova asso-re, mano buona per un altro double up, e in seguito credo gli sia riuscito un ulteriore raddoppio, non ne sono sicuro in quanto la folla di sostenitori costaricani avvicinatasi per osservare la rinascita dalle fiamme dell’araba fenice continuava a infittirsi impedendomi la visuale. Ma comunque non avevo bisogno di vedere. Le urla di giubilo come quelle di dolore potevano sentirsi fino a San Jose.

E così, dopo tre o quattro urla di gioia, arriva un grido che fa presagire la fine dei sogni di gloria per Alex. Il suo Q-3 non è sufficiente, e Brenes è costretto ad abbandonare la sala del torneo dopo aver comunque fatto capire a tutti che ci sono due Brenes meritevoli di attenzione.

Nikolai Senniger era riuscito ad arrivare fra i primi tre senza troppi affanni. E deve essere stato molto contento quando ha visto che i due grossi stack al tavolo insieme a lui, Julien Nuijten e Vitaly Kovyazin, hanno iniziato a scontrarsi fra loro. A un certo punto, Julien mette Vitaly alla prova andando all-in e sembra quasi che l’americano sia intenzionato a vedere la puntata dell’avversario. Alla fine decide di foldare e di rimandare la battaglia a un altro momento.

Ma quando Nikolai ha ormai a tiro i due leader, incappa in una mano sfortunata che lo costringe al terzo posto. Il qualificato PokerStars proveniente dalla Germania trova due jack e va all-in pre-flop. Non un brutto punto, ma decisamente sfavorito se uno degli avversari ha una coppia di re. Il board non aiuta il tedesco che deve lasciare il tavolo, più ricco di $86.350.

La sua eliminazione lascia Julien e Vitaly a contendersi il primo posto. Per tutta la giornata erano stati i due giocatori più aggressivi e quando, prima del tavolo finale, li avevo intervistati, avevano entrambi speso molte parole parlando dei reciproci modi di giocare, dal momento che durante la giornata precedente erano stati seduti per tutto il tempo allo stesso tavolo. Entrambi sembravano conoscere lo stile dell’avversario ed entrambi avevano lo stesso ammontare di chips. Stavamo per assistere a un heads-up entusiasmante.

Vitaly, originario della Russia ma emigrato negli Stati Uniti negli anni 90, aveva già raggiunto il tavolo finale in un evento facente parte del circuito delle World Series nel 2006 ed è un cliente abituale ai tavoli del Foxwoods e di Atlantic City. A Rio ci era arrivato vincendo un satellite da 10.000 FPP su PokerStars, il che significa che stava sostanzialmente giocando gratis.

Dall’altra parte, Julien aveva deciso di partecipare a questo torneo pagando interamente la quota d’iscrizione e non poteva vantare risultati di rilievo nei tornei maggiori del circuito. Ma si era già trovato in situazioni del genere, avendo vinto il campionato mondiale di "Magic: The Gathering" all’età di 15 anni. I giocatori di "Magic", fra i quali ricordiamo i membri del Team PokerStars Pro Dario Minieri e Noah Boeken, hanno spesso dimostrato di trovarsi molto bene attorno a un tavolo da poker. Julien ha confermato che evidentemente fra i due giochi vi sono molte similitudini.

La sfida heads-up rispecchia le attese e forse le supera. La tattica di Vitaly sembra quella di rilanciare pre flop quando è in posizione, o vedere le puntate pre-flop di Julien rimandando la decisione dopo che le prime tre carte sono state girate sul tavolo. Julien sembra comportarsi esattamente allo stesso modo.
Per un po’ di tempo i due si scambiano la chip lead. L’olandese è il primo a prendere un certo vantaggio, ma Vitaly torna in testa dopo aver intuito un bluff di Julien.

La mano finale è piuttosto standard, con entrambi i giocatori che entrano nel piatto con carte mediocri e vengono entrambi aiutati dal flop. A questo punto ognuno cerca di intrappolare l’altro. Alla fine è la trappola di Julien a rivelarsi letale per l’avversario: grazie a un flop Q-7-7, il suo 8-7 di partenza si trasforma in un tris, mentre il Q-5 di Vitaly dà la top pair all’americano. Entrambi finiscono all-in al turn e i 7 di Julien tengono al river. Questo è quanto.

In conclusione possiamo dire che questi tre giorni a Rio sono stati fantastici. Oltre 300 giocatori hanno preso parte al primo evento di un tour completamente nuovo, un numero molto più alto di quanto chiunque si aspettasse alla vigilia. E così, mentre prepariamo le valigie e ci apprestiamo a scomparire nella notte di Rio, la frase che sentiamo ripetere maggiormente da giornalisti, giocatori, dealer e staff è la seguente:

"Ci vediamo l’anno prossimo."

Questo era solo l’inizio.

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Il video blog team era naturalmente presente per immortalare ogni mano del tavolo finale. Qui sotto il loro ultimo video (in inglese), mentre altri sono disponibili su PokerStars.tv