EPT di Dortmund: il 18enne Mike McDonald diventa il più giovane vincitore di sempre dell’EPT

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A volte si prova una specie di sollievo quando a vincere è il migliore. Quando questo pomeriggio il gioco ha avuto inizio vi erano pochi candidati attendibili, ma anche i più scettici hanno dovuto ricredersi quando hanno visto quanta abilità, talento e potenziale erano racchiusi in un unico giocatore, e quanto fosse facile accorgersene. Talora non è facile individuare il migliore, ma stanotte, grazie al 18enne canadese Mike McDonald, il compito è stato abbastanza semplice.

La sua carriera pokeristica ha avuto ufficialmente inizio soltanto sei mesi fa, ed è difficile immaginare che il giovane canadese abbia già avuto dei momenti negativi. Invece è accaduto, anche se la fase negativa è durata soltanto tre mesi e nelle ultime cinque settimane vi è stata un’inversione di tendenza sfociata in cinque piazzamenti ‘in the money’ grazie ai quali ha incassato un totale di oltre 1,5 milioni di dollari. E, a giudicare dal modo in cui gioca – calmo, ponderato, rischiando meno della maggior parte dei giocatori – è difficile ipotizzare un ritorno a quei giorni ‘bui’.

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Mike McDonald

McDonald ha letteralmente fatto un salto nel poker il giorno in cui ha compiuto 18 anni, partecipando alle World Series of Poker europee a Londra. Il suo compleanno coincideva con il day 1b dell’evento, e Mike si è presentato, ha pagato senza battere ciglio i dieci bigliettoni dell’iscrizione, si è trovato seduto al tavolo principale ed è stato eliminato dal campione del mondo del 2006 Jamie Gold. Ma McDonald non si è lasciato scoraggiare da questa esperienza, anzi ha iniziato a giocare live sempre di più, riuscendo ad ottenere il suo primo risultato lo scorso dicembre all’EPT di Praga.

Tornando indietro ad allora, Mike sembrava uno dei tanti giovani giocatori al loro debutto nell’EPT, forse un po’ più elegante e con un taglio di capelli più normale rispetto alla maggior parte dei ragazzi della sua età, ma comunque impaziente, aggressivo e con poco rispetto per il valore delle chips che aveva davanti. Nella capitale ceca concluse al 14° posto, riscuotendo €20.200 prima di partire per l’Australia per partecipare al festival dell’Aussie Millions, dove un secondo e un primo posto hanno dato il via alla sua scalata. Non c’era niente che potesse fermarlo e l’EPT di Dortmund stava per confermarlo.

final_table_general.jpg Ma torniamo al punto dal quale eravamo partiti oggi...

Posto 1 -- Mike McDonald – Canada -- 862k
Posto 2 -- Diego Perez – Spagna -- 744k
Posto 3 -- Thibaut Durand – Francia – 148k
Posto 4 -- Johannes Strassmann – Germania – giocatore sponsorizzato da PokerStars -- 827k
Posto 5 -- Christian Harder – Stati Uniti – qualificato PokerStars -- 339k

Posto 6 -- Andreas Gulunay – Germania -- 560k
Posto 7 -- Torsten Haase – Germania - 369k
Posto 8 -- Claudio Rinaldi – Svizzera – 276k

All’inizio sembrava che la giornata sarebbe andata avanti in maniera lineare. La storia sarebbe stata semplice – Johannes Strassmann e Mike McDonald avrebbero gradualmente eliminato il resto dei giocatori (in effetti McDonald ne ha buttati fuori cinque), i due si sarebbero stretti la mano e si sarebbero affrontati in una battaglia heads-up partendo alla pari. Effettivamente sembravano più sicuri ed esperti degli altri contendenti – sia agli spettatori che a loro stessi. Più tardi McDonald avrebbe dichiarato che la notte precedente, alle 3, aveva ricevuto la visita di Strassmann – il quale gli aveva detto in maniera amichevole di essere determinato a vincere l’EPT in casa propria.

E per le prime ore della finale nessuno ne ha dubitato. Il 22enne tedesco, probabile presenza fissa nelle future tappe del tour, era il più attivo – parlava e scherzava al tavolo tanto che era un piacere osservarlo e ci ha riportato indietro alla finale dello scorso anno, quando Andreas Hoivold parlò ininterrottamente, costringendo gli altri giocatori ad ascoltarlo senza dar loro la possibilità di replicare.

Il primo ad uscire sarebbe stato il qualificato americano di PokerStars Christian Harder, anche noto come ‘Charder’. Era uno dei giocatori con meno chips, e quando ha avuto in mano A-K ha naturalmente giocato le sue ultime chances. Quello che non poteva prevedere era che Mike McDonald aveva due assi. L’inevitabile accade, il campo si riduce subito a sette giocatori e Harder porta a casa €85.500.

Un ora più tardi si scende a sei. Questa volta è il francese Thibaut Durand a spingere all-in con A-4 subito dopo la pausa, venendo chiamato da Johannes Strassmann. Fino a qui, la preventivata finale fra McDonald e Strassmann sembrava davvero la più probabile. Strassmann gira una coppia di otto, la quale è sufficiente per vincere e per spedire a casa Durand con €120.200.

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Thibaut Durand

Ma presto le cose per Strassmann avrebbero preso una brutta piega. Il suo modo di giocare in maniera costantemente aggressiva – continui rilanci e controrilanci all-in - gli sarebbe alla fine costata molto cara, poiché oltre ad essere senza dubbio il giocatore più divertente era sicuramente anche il più instabile. Dopo essere salito a oltre un milione di chips, incappa in un periodo nero che lo costringe ad uscire molto prima di quanto chiunque potesse immaginare.

Per un po’ di tempo abbiamo avuto difficoltà a vedere un flop. In quasi tutte le mani o foldavano tutti o c’era un rilancio all-in non chiamato da nessuno; le poche volte che la mano veniva giocata era solitamente Strassmann a soccombere. I primi due giocatori erano usciti nel giro dei primi 90 minuti, ma adesso le cose sembravano andare per le lunghe. Tre giocatori, McDonald, Strassmann e l’altro tedesco Torsten Haase avevano più o meno lo stesso ammontare di chips, e nessuno degli altri, ad eccezione di Claudio Rinaldi, era tanto vicino al baratro da doversi giocare il tutto per tutto in una sola mano.

Torsten Haase – Germania – 863.000
Diego Perez – Spagna – 851.000
Johannes Strassmann – Germania – giocatore sponsorizzato da PokerStars – 825.000
Andreas Gülünay – Germania – 643.000
Mike McDonald – Canada – 528.000
Claudio Rinaldi – Svizzera – 383.000

Si arriva quindi alla discesa di Strassmann, la quale inizia con un rilancio sul quale McDonald controrilancia. Johannes è costretto a passare. Mentre Torsten Haase continua a salire, l’attenzione è ancora sui due favoriti. Arriva poi un’altra mano - Diego Perez rilancia, Strassmann controrilancia e Perez va all-in. Forse era avanti, ma Strassmann decide di non rischiare – e perde un altro piatto.

Alla fine, due ore dopo l’eliminazione di Durand, arriva la mano che manda fuori Strassmann. Un rilancio, un controrilancio di McDonald e l’all-in del tedesco – intenzionato probabilmente a mettere fine a questa assurdità. Ma McDonald chiama, e perché non avrebbe dovuto? Con la sua coppia di re è davanti nettamente a Strassmann il quale butta via le sue carte. È fuori. Come Michael Norinder a Praga - da un milione a zero in poco tempo - Strassmann è eliminato, con una vincita di €152.000.

Ci erano volute due ore perché Strassmann uscisse al settimo posto. Adesso gli altri giocatori potevano rilassarsi un po’. Una delle minacce maggiori non c’era più – niente più rilanci, niente più parole al tavolo.

Claudio Rinaldi, il quale era riuscito a rimanere saldamente attaccato alle sue chips, è il giocatore successivo ad abbandonare il tavolo. Con A-9 va all-in contro Andreas Gulunay; Gulunay, con una coppia di sette in mano, fa la cosa giusta decidendo di chiamare; la sua coppia regge e Rinaldi è fuori in quinta posizione con €193.000. Come previsto non passa molto tempo prima dell’eliminazione del giocatore successivo.

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Claudio Rinaldi

Diego Perez era stato per gran parte della settimana il chip leader, riuscendo a mantenere il suo vantaggio e ad arrivare al tavolo finale terzo in chips. Se non riesce a proseguire la sua scalata, è dovuto in gran parte a Mike McDonald. Fino a quel momento, il canadese si era destreggiato bene, nonostante alcune ore senza vedere troppe carte buone. Mike rilancia e Perez va all-in dopo alcuni minuti di valutazione analizzati anche su EPT Live, in sala stampa e nella testa di McDonald, il quale chiama. Un’ottima scelta. Mike ha soltanto una coppia di due, ma è davanti rispetto a Perez il quale ha J-T. Scendiamo così a tre giocatori, con Perez che porta a casa €234.200.

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Lo spagnolo Diego Perez

Non si sarebbe rimasti in tre a lungo. Il terzo posto viene occupato poco dopo da Torsten Haase. Il tedesco era diventato la sorpresa di questa finale, riuscendo a passare alcune piacevoli ore con la chip lead – unico giocatore a raggiungere uno stack a sette cifre. Ma ancora una volta è Mike McDonald ad attirarlo in trappola con una mossa precisa, chiamando l’all-in di Torsten su un flop Q-5-3.

headsup_final.jpg Heads up, McDonald in vantaggio...

Mike McDonald – 2.900.000
Andreas Gulunay – 1.200.000

Nel modo di concepire il poker dei due giocatori rimasti vi è un abisso. Giocatore molto solido, Andreas Gulunay aveva raggiunto qualcosa che fino a qualche giorno prima non si sarebbe mai aspettato. Era sopravvissuto al tavolo finale, era riuscito a tirarsi fuori dai guai e si era assicurato €528.500.

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Andreas Gulunay

Una puntata di McDonald trova l’all-in di Andreas. Non essendo il tipo che ama rischiare, avendo la chip lead e non avendo le giuste sensazioni, McDonald passa. I tifosi tedeschi in tribuna si rianimano e cominciano a cantare “Andy”. Gulunay fa un brindisi verso di loro e dice qualcosa che fa il giro delle gradinate.

Ma la sensazione è che, a meno di grandi sorprese, il suo destino sia segnato. La migliore analogia che riesco a trovare è con il film ‘I cavalieri dell’Arca perduta’. Nel film vi è una scena in cui Indiana Jones, nel bel mezzo dell’inseguimento per salvare una ragazza, si imbatte in un mercenario in abiti da guerra che divide la folla e si prepara a distruggere l’eroe. Il guerriero comincia a brandeggiare la spada con mosse spettacolari tese a spaventare il nostro eroe e a impressionare il pubblico che attende la vittoria finale. Indiana Jones, con molta naturalezza, estrae la pistola, spara al tipo, termina la contesa e riprende l’inseguimento.

Questa notte Mike McDonald ha applicato la stessa cosa al poker.

Bang!

Ecco la mano. Su un flop K-7-J Andreas fa check e Mike punta 120k. Andreas, forse sottovalutando il canadese o forse perché intenzionato a chiudere la contesa una volta per tutte, rilancia di altri 300k, che McDonald chiama. Adesso il piatto è molto grosso, e il re al turn lo fa crescere ulteriormente.

Mike fa check, Andreas punta 300k – e ancora una volta Mike vede. Al river scende un due, e il piatto è di oltre 1,4 milioni. Alcune mani vengono assegnate per caso, ma questa volta McDonald ha giocato in maniera perfetta – ancora una volta fa check e Andreas va all-in. Quando McDonald chiama, il tedesco dice semplicemente “hai vinto”, gettando via le sue carte.
Lee Jones, che guardava il match dalla sala stampa ha riassunto così: “L’ha giocata perfettamente – lasciando che fosse l’avversario a consegnargli la vittoria”.

Nonostante il tifo da parte del pubblico fosse tutto per i giocatori tedeschi, vi sono soltanto applausi per McDonald, il quale non ha ancora l’età sufficiente per brindare alla vittoria nella sua città, Waterloo, in Canada.

Gulunay accetta tranquillamente la sconfitta nonostante fosse il favorito del pubblico, poiché sa di essere stato battuto dal giocatore più forte – fatto questo che riconosce pubblicamente davanti ai fotografi quando stringe la mano al suo avversario dicendogli che ha meritato la vittoria.

Qualcuno ha detto che Mike sembrava intimidito dal risultato ottenuto, poiché non sapeva bene come reagire al classico assalto da parte dei media che accompagna una mano finale dell’EPT del valore di €933.600. Ma ho il sospetto che facesse tutto parte di un piano prestabilito – che se avesse giocato bene, seguito i suoi istinti e fosse rimasto concentrato, sapeva che avrebbe potuto vincere. Dopotutto non è nuovo al successo, ma soltanto agli obblighi successivi con la stampa.

closer_final.jpg Malgrado tutto, a 18 anni questa vittoria rappresenta qualcosa di speciale, la percezione che forse abbiamo assistito a qualcosa di più che alla semplice vittoria in un torneo – un torneo che sarà richiamato più volte in futuro come quello che ha dato l’avvio ad una grande carriera. Con soltanto tre semestri completati all’Università di Waterloo, Mike può certamente scegliere di tornare alla vita del college, ma nel suo futuro prossimo vi sono altri EPT e altro poker, ad iniziare da Copenhagen.

Risultati del tavolo finale dell’EPT di Dortmund

1° -- Mike McDonald – Canada -- €933.600
2° -- Andreas Gulunay – Germania -- €528.500
3° -- Torsten Haase – Germania -- €307.000
4° -- Diego Perez – Spagna -- €234.200
5° -- Claudio Rinaldi – Svizzera -- €193.000
6° -- Johannes Strassmann – Germania – giocatore sponsorizzato da PokerStars -- €152.000
7° -- Thibaut Durand – Francia -- €120.200
8° -- Christian Harder – Stati Uniti – qualificato PokerStars -- €85.500

Prima di chiudere, ci domandiamo quanto ancora il giovane canadese possa migliorare. Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo sicuri che ne sentiremo parlare ancora molto presto.